Nota tecnica · Fattorie didattiche

Il contributo per aprire l’azienda a scuole e visitatori

Un'azienda agricola che accoglie una classe fa due cose insieme: racconta un mestiere e costruisce un reddito che non dipende dal meteo. Il bando SRD03 della Regione Campania sostiene questa scelta con un contributo del 60% sugli investimenti educativi e didattici, fino a 90.000 euro. Questa guida spiega chi può accedervi, cosa finanzia e da dove si comincia.

Vuoi capire se la tua azienda può accedere?

Scrivimi due righe su com’è fatta la tua azienda e cosa vorresti realizzare: ti dico se la strada è percorribile e cosa serve.

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Il bando SRD03: cos’è e a chi si rivolge

Il bando SRD03 — azione C del CSR Campania 2023-2027 (decreto dirigenziale n. 257 del 3 luglio 2026, dotazione di circa 1,44 milioni di euro) finanzia la diversificazione delle aziende agricole in attività educative e didattiche: la fattoria didattica come attività connessa ai sensi dell’art. 2135 del codice civile, che affianca la produzione senza sostituirla.

Possono accedere gli imprenditori agricoli, singoli o associati, con un requisito che pesa più di tutti: l’iscrizione all’Albo regionale delle Fattorie Didattiche, sezione A, posseduta alla data di rilascio della domanda.

Il requisito che apre la porta: l’Albo delle Fattorie Didattiche

È la scelta di policy della Regione: sostenere chi ha strutturato l’accoglienza secondo gli standard regionali. Chi è già iscritto alla sezione A ha la finestra aperta. Chi non lo è ancora ha davanti un percorso che vale comunque la pena iniziare: l’iscrizione resta un investimento anche oltre il bando, perché apre collaborazioni con scuole e territorio — e le misure di diversificazione tornano.

Quanto copre il contributo: 60%, fino a 90.000 euro

Il sostegno copre il 60% della spesa ammissibile, per progetti da 15.000 a 150.000 euro di spesa: il contributo arriva quindi fino a 90.000 euro. Le tipologie di investimento dell’azione C:

  • interventi di edilizia libera e non strutturali (allestimento di aule e spazi didattici, aree tematiche);
  • macchinari, impianti e attrezzature nuovi (arredi didattici, dotazioni per i laboratori, soluzioni per l’accessibilità);
  • investimenti immateriali collegati all’attività educativa;
  • spese generali connesse, nei limiti di norma.

Il punteggio: la soglia è 51 su 100

I progetti entrano in una graduatoria regionale con un punteggio minimo di 51 su 100: i criteri premiano, tra l’altro, il profilo del beneficiario (giovani, donne, anzianità di iscrizione all’Albo), la localizzazione, le funzioni didattiche sviluppate e la qualità degli investimenti (accessibilità e inclusività, materiali e soluzioni a risparmio energetico). Per questo il progetto va costruito guardando i criteri di selezione, non solo l’elenco delle spese.

La scadenza: 15 settembre 2026, ore 14:00

Le domande si presentano sul portale SIAN fino alle ore 14:00 del 15 settembre 2026.

Il lavoro vero, però, viene prima della domanda: verifica dei requisiti, definizione degli investimenti, costruzione del punteggio. Un progetto pensato con calma in agosto vale più di una domanda assemblata a settembre.

Come lavora lo Studio

Prima di tutto, la verifica di ammissibilità: se il requisito dell’Albo o il profilo dell’azienda rendono la strada stretta, te lo dico subito — anche a costo di sconsigliarti la domanda. Se la strada c’è, si costruisce il progetto: investimenti dimensionati sull’azienda reale, punteggio stimato prima di presentare, quadro economico, coordinamento della domanda.

Domande frequenti

Chi può presentare domanda per il bando fattorie didattiche?

Gli imprenditori agricoli, singoli o associati (art. 2135 c.c.), iscritti alla sezione A dell’Albo regionale delle Fattorie Didattiche alla data di rilascio della domanda.

Quanto copre il contributo per le fattorie didattiche in Campania?

Il 60% della spesa ammissibile, per progetti da 15.000 a 150.000 euro di spesa: fino a 90.000 euro di contributo.

Come si diventa fattoria didattica in Campania?

Con l’iscrizione all’Albo regionale delle Fattorie Didattiche, secondo la disciplina della Regione Campania: standard di accoglienza, formazione e requisiti aziendali. È un percorso che si costruisce — e che per questo bando deve essere completato (sezione A) alla data di rilascio della domanda. Lo Studio può accompagnarti nel capire cosa ti manca.

Non sono iscritto all’Albo: ha senso muovermi ora?

Sì. L’iscrizione vale per questa finestra o per le prossime: le misure di diversificazione tornano, e l’anzianità di iscrizione all’Albo dà anche punteggio. Iniziare ora significa farsi trovare pronti.

Basta essere ammissibili per prendere il contributo?

L’ammissibilità apre la porta; poi serve il punteggio: la soglia minima è 51 punti su 100 e la graduatoria è regionale. Il progetto va costruito guardando i criteri di selezione.

Entro quando si presenta la domanda?

Entro le ore 14:00 del 15 settembre 2026, sul portale SIAN.

Cosa serve per partire?

Un’idea chiara di cosa vuoi far vivere ai visitatori, il fascicolo aziendale in ordine e la verifica dei requisiti. Il resto — progetto, punteggio, domanda — si costruisce insieme.

La tua azienda ha una storia da far vedere?

Scrivimi: verifichiamo insieme requisiti e punteggio, prima della scadenza.

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Studio Paride Porpora · Dottore Agronomo · Iscr. Ordine SA n. 873 · Pellezzano (SA)

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